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La Gazzetta del Mezzogiorno - Bari

Giornalista e docente dell'Università di Bari arrestato in Kuwait: «Aveva pubblicato video sulla guerra»

Un giornalista statunitense-kuwaitiano è stato detenuto per settimane e incriminato in Kuwait, ha dichiarato il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), mentre i Paesi del Golfo intensificano la repressione contro chi condivide filmati che documentano la guerra tra Stati Uniti e Iran. Ahmed Shihab-Eldin, giornalista che ha collaborato con il New York Times, la Pbs e Al Jazeera English, non ha pubblicato nulla online né è stato visto in Kuwait dal 2 marzo, ha affermato l'organizzazione per la tutela della libertà di stampa. L'uomo, nato in Kuwait ma di origine palestinese, è docente di storytelling e public speaking nel corso di laurea magistrale in Decision Science e dal 2025 vive a Bari. Dall'Ateneo barese fanno sapere di star seguendo il caso.  Mentre le autorità hanno citato motivi di sicurezza, l'organizzazione per la tutela della libertà di stampa ha criticato la «censura sempre più rigida sulla stampa». Secondo il Cpj, uno dei post recenti di Shihab-Eldin includeva un video geolocalizzato, verificato dalla Cnn, che mostrava lo schianto di un aereo da caccia statunitense vicino a una base aerea americana in Kuwait. «Chiediamo al Kuwait di rilasciare Ahmed Shihab-Eldin e di ritirare tutte le accuse contro di lui», ha dichiarato Sara Qudah, direttrice regionale del Cpj, aggiungendo che il suo caso «riflette un modello più ampio di utilizzo delle leggi sulla sicurezza nazionale per soffocare il controllo e manipolare la narrazione». Centinaia di persone sono state arrestate in tutto il Golfo, mentre gli Stati cercano di limitare la diffusione di filmati che mostrano gli effetti degli attacchi iraniani, inclusi eventuali danni o intercettazioni. Vincitore di numerosi premi internazionali e nominato a un Emmy nel 2012, nel 2024 ha condiviso con altri giornalisti lo Human Rights Defender Award di Amnesty International Australia per l’impatto significativo del lavoro di cronaca sulla situazione a Gaza, grazie ad un uso innovativo dei social media e del citizen journalism.