Karol e Emanuele, due giovani ostunesi nominati Alfieri della Repubblica da Sergio Mattarella
Ci sono due ostunesi e una lucana tra i 28 giovani a cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito gli Attestati d’onore di «Alfiere della Repubblica» per essersi distinti nel 2025 «per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà». Emanuele Amodio e Karol Pastore, 18enni residenti a Ostuni, sono legati da una profonda amicizia e da un rapporto fatto di cura, impegno e inclusione. Emanuele coltiva una profonda passione per la conoscenza, ma non ha mai messo in secondo piano il rapporto che lo lega, fin dall’infanzia, al compagno di banco Karol, costretto su una sedia a rotelle. Divenuto per lui una presenza costante, discreta e affidabile, Emanuele testimonia, con grande semplicità, come i valori umani più autentici possano costruire convivenza, nel rispetto delle differenze e nella condivisione delle responsabilità. Karol convive con una patologia impegnativa che non ha tuttavia intaccato la sua straordinaria forza d’animo. Affronta con energia e positività le sfide quotidiane, nella scuola dove ha incontrato Emanuele e fuori dalla scuola, dove fa parte di una squadra di powerchair football. Il suo amore per la vita è contagioso: ogni giorno ci dimostra come, nonostante i problemi, sia possibile costruire, divertirsi, donare amore e guardare al futuro con fiducia e speranza. Alla lucana Serena Zullo, invece, l’Attestato è stato conferito «per l'impegno di volontariato in favore della propria comunità e del territorio in cui vive. Per l’energia e la passione con cui promuove la cultura del dono, contribuendo alla crescita civile e sociale. Serena - è scritto nella motivazione diffusa dal Quirinale - è una giovane molto impegnata nel sociale e nel volontariato. Partecipa con entusiasmo a tutte le iniziative di solidarietà e di promozione della cultura del dono organizzate dall’Avis comunale. Come animatrice parrocchiale contribuisce alla vita dell’oratorio invernale ed estivo, curando in particolare il laboratorio teatrale. Profondamente legata alle tradizioni della propria terra, ha scelto di suonare l'organetto, strumento tipico della musica folk locale, guadagnandosi la stima e l’apprezzamento della comunità»