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La Gazzetta del Mezzogiorno - Lecce

Lecce, un grande pino crolla e si abbatte sul cortile della scuola «Livio Tempesta» di via Ofanto

Le immagini del crollo di un grosso cipresso all’interno della scuola “Livio Tempesta” di via Ofanto raccontano meglio di ogni altra foto la violenza del vento che ha investito la città. L’albero, di notevoli dimensioni, lunedì è collassato improvvisamente finendo contro il muro di recinzione e abbattendolo, in una zona frequentata quotidianamente da studenti e personale scolastico. Una scena che ha fatto scattare l’allarme e riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza delle alberature, anche se fortunatamente non si sono registrate conseguenze. Quello della scuola è stato l’episodio più eclatante di una giornata segnata da diversi cedimenti. In totale sono cinque gli alberi caduti sotto la spinta delle raffiche, con interventi che hanno interessato varie zone della città. Un altro cipresso è finito sulla tangenziale, allo svincolo per Frigole, costringendo alla chiusura temporanea della strada per consentire le operazioni di rimozione. Un ulteriore albero è crollato in via Terni, all’incrocio con via Ascoli Piceno, mentre in altri punti del centro urbano gli operatori della Lupiae Servizi sono stati impegnati nella messa in sicurezza di due grossi esemplari abbattuti dal vento. In tutti i casi il quadro è apparso simile: radici sollevate, zolle di terra divelte, alberature incapaci di resistere a raffiche sempre più intense. Le operazioni di rimozione e ripristino si sono protratte tra la giornata di ieri e quella odierna, ma l’emergenza ha riportato al centro dell’attenzione una questione che a Lecce si trascina da oltre dieci anni: la difficoltà di gestire e rinnovare un patrimonio arboreo esteso, spesso vecchio e non più adeguato al contesto urbano. Il tema più delicato riguarda i pini, per lungo tempo simbolo del paesaggio cittadino ma oggi sempre più considerati problematici. Le loro radici superficiali, che sollevano asfalto e marciapiedi, e la loro vulnerabilità agli eventi atmosferici li rendono tra gli alberi più esposti al rischio di cedimento. Negli anni si sono susseguiti studi, progetti e ipotesi di sostituzione, ma tra vincoli, costi elevati e contrapposizioni politiche, una revisione complessiva del verde urbano non è ancora stata portata a termine, anche se nei viali storici e sulla circonvallazione si registrano interventi decisivi. C’è un piano di sostituzione progressiva e monitoraggio delle alberature che va avanti. Ciononostante, la città si trova ciclicamente a fare i conti con gli stessi problemi, aggravati da un clima sempre più instabile e da fenomeni meteorologici estremi. Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, segnato anche dalla tragedia di Bisceglie, dove la caduta di un pino ha causato la morte di una bambina appena uscita dalla scuola, riportando l’attenzione nazionale sulla sicurezza del verde urbano. Proprio su questo punto è intervenuta Legambiente Puglia, sottolineando come la gestione degli alberi debba essere fondata su criteri scientifici, con controlli, manutenzione e sostituzioni programmate. A Lecce, intanto, resta l’immagine del cipresso crollato nella scuola di via Ofanto: un episodio che, più degli altri, mostra quanto il problema non sia più rinviabile e quanto sia necessario tenere sotto controllo costante le grandi alberature nelle scuole. Perché se gli alberi sono una risorsa indispensabile per la qualità della vita urbana, senza una gestione moderna e continua rischiano di trasformarsi, ancora una volta, in un pericolo improvviso e difficile da prevedere.