Associazione dedita al traffico di droga sull’asse Ginosa-Bologna: 16 condanne, tre finiscono a giudizio
Si è concluso con 16 condanne il processo con rito abbreviato nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nell’inchiesta della Dda di Lecce relativa a un’associazione dedita al traffico di droga sull’asse Ginosa-Bologna. A emettere sentenza è stato il giudice Maria Francesca Mariano che ha inflitto la pena più alta a 20 anni di carcere a Donato Branca ritenuto dagli inquirenti la figura di vertice del gruppo. È di 13 anni di reclusione la pena stabilita invece per il collaboratore di giustizia Giuseppe Renna. Inflitti invece 10 anni e 4 mesi a Rosario Madio e 10 anni a Sabato Albano, Antonio Bitritto, Francesco Covella, Alessio Matarrese (in continuazione con una sentenza del 2024) e Patrizia Mangialardo, moglie di Branca che secondo l’accusa si sarebbe incaricata di suddividere la sostanza stupefacente e venderla al dettaglio. E invece di 9 anni e 4 mesi la condanna nei confronti di Bartolomeo Carone, 9 anni per il nuovo “pentito” Sabino Pace, 8 anni e 1 mese per Gianfranco Roberto, 6 anni e 3 mesi per Eugenio Damiano Giuliani e infine di 6 anni per Saverio Colella, Daniele Martiello, Pierluigi Roberto e Domenico Vivo. In due invece hanno scelto di patteggiare rispettivamente una pena a 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 4 mesi (quest’ultima con pena sospesa e sanzione di 2mila euro). Mentre per tre degli imputati che hanno chiesto il rito ordinario, il processo dinanzi al giudice del Tribunale di Taranto Cristian Farilla avrà inizio il 1 luglio. Difesi dagli avvocati Francesco Caprioli, Arcangelo Divitofrancesco, Marino Galeandro, Salvatore Maggio, Fabrizio Lamanna, Leonardo Pugliese, Giuseppe Valente e Cristiano Rizzi, solo dieci imputati rispondevano del reato associativo. L’indagine coordinata dal pm dell’Antimafia Milto De Nozza, culminò a maggio 2025 con l’applicazione di 13 misure cautelari, 2 agli arresti domiciliari e 11 in carcere. Dall’inchiesta sarebbe emerso un ingente traffico di marijuana, eroina, hashish e cocaina da destinare oltre che alle piazze di Ginosa, anche a Montescaglioso, nel Materano, e persino a Molinella nel Bolognese.